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Figlio di uno scrivano, Vittorino dè Rambaldoni, detto da Feltre ed ivi nato nel 1378, compì i primi studi nella città natale tra grandi difficoltà economiche.

Dal carattere forte e deciso, dimostrò di avere una mente molto aperta ed un forte desiderio di apprendere.

Trasferitosi a Padova per frequentare l'"Università", dovette sopperire alle difficoltà economiche facendo il "magister puerorum", il maestro di grammatica.

Dopo aver appreso le discipline letterarie e la filosofia, approfondì anche la conoscenza della matematica.

Soggiornò a Padova per più di un ventennio, il periodo più proficuo per la formazione integrale del suo spirito e per l'affermarsi della vocazione che lo renderà così illustre: l'insegnamento.

Realizzò la prima scuola, cui diede il nome di "Ca' Gioiosa", fondandola sugli ideali umanistici fusi con lo spirito cristiano. Posta presso un lago e circondata da splendidi panorami, la giornata vi trascorreva in un intenso lavoro, in cui l'esercizio mentale si alternava alle pratiche ginniche (dalla lotta alle escursioni al vicino lago di Garda) per ritemprare la mente.

Vittorino aveva abolito qualsiasi punizione corporale, limitando i castighi alla perdita della benevolenza o del sorriso del maestro. Avendo aggiunto agli studi una intensa pratica religiosa, si mostrava inesorabile con la bestemmia e il turpiloquio, a tal punto che non esitò a schiaffeggiare pubblicamente il duca Carlo Gonzaga che, giocando alla palla, aveva bestemmiato. Chiunque altro avrebbe pagato lo scotto per una tale imprudenza: Vittorino non ne subì mai le conseguenze, nè il giovane Carlo si dimostrò mai astioso con il maestro.

Il segreto che sostenne per tanti anni Vittorino è da ricercarsi proprio nel suo profondo spirito di sacrificio che lo accompagnò fino alla morte avvenuta a 68 anni il 2 febbraio 1446.